Marieclaire parla di Canapa e di Maeko tessuti & filati naturali

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Mettete dei fiori (di canapa) nei vostri brand italiani rivoluzionari
Guida ragionata al mercato della canapa in Italia: chi c’è dietro i nuovi marchi rampanti della cosmesi (e oltre)?

Può essere usata in cucina, può diventare un tessuto o un pezzo di carta, può essere sfruttata in cosmetica e persino nella bioedilizia: da quando è stato possibile tornare a coltivarla anche in Italia, non si contano gli usi e le sperimentazioni per la pianta della canapa. C’è ancora chi ne parla sottovoce, ma mentre quella coltivata a uso medicale è sotto stretto controllo dello Stato, la canapa coltivata per uso industriale può essere lavorata per gli scopi più diversi (ovviamente parliamo di canapa legale, che rispetta tutte le limitazioni del caso). Il vantaggio è che si tratta di una coltivazione molto più sostenibile di altre, perché cresce molto in fretta, non ha bisogno di cure particolari e si usa la pianta per intero, per cui non esistono praticamente scarti. Per questo viene spesso indicata come una soluzione ecosostenibile in molti ambiti, oltre ad avere altre qualità che la rendono ambita (ha un alto contenuto di proteine vegetali ed è senza glutine, per esempio).

Fino alla Seconda guerra mondiale l’Italia era il secondo produttore al mondo di canapa, dopo l’Unione Sovietica, ed era apprezzata per l’alta qualità dei prodotti. Nelle varie lavorazioni si impiegavano migliaia di persone (nel 1923 il Canapificio Nazionale contava 20mila addetti). Tutto è lentamente cambiato con l’arrivo delle fibre sintetiche per i tessuti e dei materiali plastici derivati dal petrolio, insieme alle varie leggi che ne hanno vietato la coltivazione. Oggi Coldiretti stima un giro d’affari potenziale di oltre 40 milioni di euro, con gli ettari coltivati a canapa che sono decuplicati in cinque anni (dal 2013 al 2018). Un trend in crescita confermato dai dati di Scuola Canapa, un istituto con sede in provincia di Verona che tiene corsi e fa consulenza con agronomi e altri esperti per chi desidera avviare un business sulla canapa. Mentre l’anno scorso alcuni artigiani della città di Fabriano hanno lanciato un progetto per riproporre la carta di canapa, l’ambito di utilizzo più in evoluzione è quello della cosmesi, tanto che Scuola Canapa sta studiando un progetto specifico dedicato a creme e affini. Sul mercato esistono singoli prodotti di skincare a base di canapa ma anche il marchio Hempcare, del gruppo bergamasco Allegrini, che è completamente a base di olio di canapa bio, un olio ricco di antiossidanti, vitamine e minerali. Un mix benefico non solo per la pelle di viso e corpo, ma anche su capelli e cuoio capelluto. Una filosofia sposata anche dalle sorelle Vera e Simona Bernardini che già nel 2016 a Roma hanno fondato il marchio Bioversi, con creme viso, per uomo e donna, olio corpo e saponi naturali. Anche Verdesativa, altro marchio made in Italy di cosmesi a base di canapa, ha scelto la via del naturale per i suoi prodotti (viso, capelli, detersione e persino una linea bimbi e antizanzare), che infatti sono certificati vegani e hanno bandito dalla formule molti ingredienti come solfati, petrolati e ogm…ù

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